Gamification: perché al cane piace giocare?

Una risposta è che dal punto di vista neurofisiologico nel cervello del nostro cane, durante il gioco, si ha la secrezione di una serie di neuro-modulatori del piacere e del benessere; i più importanti ma ce sono sono molti di più, sono: la dopamina (energia e motivazione), serotonina (appagamento), oppioidi e cannabinoidi endogeni (benessere e meccanismo della ricompensa), acetilcolina (attenzione e memoria), gaba (stabilità dell’umore).


Attraverso il gioco i cani imparano perché il gioco detiene una potenza cognitiva.
Ma cosa imparano?


Imparano a conoscere il mondo, scoprono il corpo degli altri cani e piano piano anche il proprio, attraverso i giochi di lotta, che iniziano già tra la quarta e la quinta settimana di vita, imparano inoltre a modulare i propri movimenti e anche le proprie emozioni, imparano a comunicare.
Quando gli proponiamo degli oggetti di gioco, siano essi palline, corde, pupazzi, ma anche legni, scarpe, cartoni o quant’altro, in tutta sicurezza, possa stimolare il nostro cucciolo, ne conoscono le proprietà: gli odori (ricordiamo che possiedono 225 milioni di cellule olfattive contro i nostri soli 5 milioni), i colori (la retina dei nostri cani non sembra essere sensibile al rosso; sembrano percepire invece il verde ed il blu), la consistenza, la forma, i suoni (odono una gamma di suoni che va da 67 a 45.000 Hz, noi percepiamo quelli al di sotto dei 16.000), etc.


Ovviamente le caratteristiche, come le proposte di gioco ed i tempi dedicati ad esso devono essere rapportati all’età del cucciolo tenendo conto delle capacità generali fisiche e psicologiche (finestre evolutive e periodi sensibili), così come nell’adulto più frequentemente, le difficoltà legate per esempio a malattia.
Durante il gioco si apprende e si snoda la vita.
E’ stato ormai stabilito che l’apprendimento è facilitato ed amplificato in un ambiente emozionale favorevole; questo perché le emozioni rimangono in memoria, creano quando negative dolore psicologico e ritornano a galla associate ai ricordi degli eventi durante le quali sono state vissute.


Durante la crescita e l’apprendimento del nostro cane, avendo cura delle emozioni che vive diventiamo mediatori di benessere.
L’apprendimento in un clima favorevole, qual’ è quello del gioco, pieno di emozioni positive è amplificato; risulta rallentato, bloccato invece in una condizione di paura, in una condizione definita di cortocircuito emozionale.

Dott.ssa Iole De Luca
Medico Veterinario, Specialista in Comportamento General Practitioner Certificate in Animal Behavior (GPCert AnBeh), Istruttore riabilitatore Scuola Italiana attività cognitivo relazionali animale (Siacr-a)

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